De André a Castelbuono? Ci può stare. Ecco raccolte le ragioni.

[ FAQ. Risposte rapide a domande frequenti. ]
• Ma cu è stu De André? Facciamo prima a dire chi non è. Non è un nostro zio, o nonno, o cugino o parente lontano. Non è un politico. Non è un presidente della regione. Non è un giocatore di calcio. E’ solo un uomo. Un uomo giusto che ha lasciato tanto.
• Perché Fabrizio De André? Fabrizio De André è un poeta contemporaneo. E’ un uomo del nostro tempo. Messaggero di pace, di pietas e d’amore, il cantore degli ultimi. Al di là delle preferenze soggettive, è in grado davvero di mettere d’accordo trasversalmente: destra e sinistra, laici e cattolici, nord e sud. Quasi come la nazionale di calcio.
• Perché cambiare un toponimo storico? Sfatiamo il mito: l’intitolazione di Piazza San Paolo risale agli anni ‘70. Quando cominciarono a sorgere le prime case in quella zona. Prima non c’era nulla, solo la fontana sotto gli alberi e un paio di asinelli lì a bere. Era lo “slargo” dall’omonima via.
• Perché cambiare il nome di Piazza San Paolo? A San Paolo è già dedicata - ad oggi - una piazza, una via (quella sì storica), un cortile, ma anche un arco, una scuola, una fontana, una pizzeria, una banca e persino lo stadio di Napoli. San Paolo ha il merito, a Castelbuono, di insegnare il significato del termine “pleonastico”. O cambiamo la piazza, però, o lanciamo una petizione per farlo patrono di Castelbuono.
• Perché non intitolare a De André una via nuova, una di quelle senza nome? Piazza San Paolo è la porta turistica del paese, la “porta artistica” per manifestazioni e concerti. Si dice che Castelbuono sia “città della musica” e “della pace”. Bene, dimostriamolo.E poi, c’è differenza tra una piazza e una via, tra uno snodo cruciale e una rimembranza stampigliata sulle mura di un vicolo.Inoltre, domanda: è possibile - anche per i grandi di questo tempo - aspirare ad una qualche intitolazione in zone “quasi-centrali”? O si è condannati a piazzette periferiche - ben che vada - frutto di riassetti urbani e di un paio di panchine applicate.Inoltre, potrebbe essere il pretesto per riqualificarla questa piazza: da posteggio odierno ad area evocativa di cultura, dando senso e nuova linfa ad attività in quel bel Parco delle Rimembranze che - contraddicendo il suo nome - sembra rischiare l’oblio.
• Ma la toponomastica non suggerisce intitolazioni “a gruppi”? Sì, ma fino ad un certo punto. A parte il fatto che da molti è rigettata la tesi che vorrebbe “il quartiere del Musicista”, o “il quartiere delle città” (via milano, via firenze ecc.). Sostengono - e noi saremmo d’accordo - che è un modalità “ghettizzante”: con il pretesto di dare ordine e disciplina, si confinano “tutt’assieme” e si rinuncia a quello spunto di contaminazione che - tra toponimi “affini”, ma non uguali - potrebbe essere produttivo.In quest’ottica, secondo noi De André può defluire poi, con logica, nel viale dedicato ad altri artisti (del presente o del passato, locali e non) o dedicato al “mecenatismo” dei Ventimiglia.
• Comunque sia, a me De André fa cagare. Perché non Battisti? Battisti è un grande cantante. De André è un grande cantante-poeta. Diciamo che c’è un poeta di differenza. E non siamo solo noi a dirlo (ultimamente lo confermano anche le antologie dei licei). E poi, “dal letame nascono i fiori”.
• E perché De André e non un personaggio locale benemerito: qualcuno che ha fatto qualcosa per il paese? La toponomastica non limita il proprio raggio d’interesse ai confini della propria municipalità, che contribuire allo sviluppo sociale e culturale può avvenire attraverso modalità più o meno indirette, e non necessariamente locali.Diciamoci la verità: tutti siamo cresciuti più con De André che con Mustafa.
[ Documenti ]
- Lettera d’adesione
- F.A.Q [domande (e risposte) frequenti]
[ NOTE STORICHE SU "PIAZZA S.PAOLO" ]
Il toponimo ”Piazza San Paolo“ è di recente istituzione. Risale ai primi anni 70, allorché vennero costruite le prime case in quella zona. Al di là dell’arco infatti - prima dell’attuale insediamento - c’era solo la fontana seicentesca, con l’arco che dava “inizio” al centro abitato (porta San Paolo).
In questa foto (dallo stupendo libro “La croce sul pane“, di F.Lupo), vediamo l’attuale “Piazza San Paolo” nell’immediato dopoguerra. L’arco di San Paolo risulta pressoché “integro”. La fontana è nascosta dagli alberi. Già presente la scuola elementare.

Il toponimo effettivamente storico è la “via San Paolo”, ovvero (come da foto sopra) a partire dall’arco giù a scendere fino a via Cefalù. L’attuale via Mazzini era un tempo conosciuta come “via degli alberi” (originariamente dedicata alla Principessa Dorotea del Carretto, moglie di Francesco IV Ventimiglia), poi via San Paolo (prolungamento della storica via), infine assunse la denominazione attuale.
Tutto il “quartiere di San Paolo” prende il nome dall’omonima chiesa che sorgeva in corrispondenza del centrocampo dell’attuale campo sportivo, i cui ruderi esistevano ancora nel 1940.
Nella foto sotto: Piazza San Paolo (già intitolata) negli anni 80 (foto dal volume “Il parco delle Madonie”). Ben visibile il vecchio liceo. L’arco è ormai “soffocato” dalle nuove case.

E infine…
- Una cartolina storica che - come da didascalia - consacra “Porta San Paolo” (altro che piazza), da dove - nella nostra idea di riassetto toponomastico della zona - comincerebbe la zona “San Paolo”: la porta e la via conseguente.
- Nella foto grande - ”Piazza San Paolo” oggi (o quasi): un’istantanea da Google Earth (ben visibile la nuova copertura della scuola).
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